L'UE è pronta a riconoscere l'intera pianta e a passare a una soglia di THC dell'1%?

February 16, 2026

L'industria europea della canapa si trova a un potenziale punto di svolta. Dopo anni di patrocinio da parte del Associazione europea della canapa industriale (EIHA), è attualmente in fase di revisione una proposta fondamentale della Commissione europea che potrebbe finalmente modernizzare il quadro normativo per una delle colture più sostenibili d'Europa.

Nell'ambito del programma in corso Politica agricola comune (PAC) 2028-2032 Dopo la revisione, i legislatori stanno discutendo un cambiamento fondamentale: abbandonare definizioni restrittive e obsolete e passare a un approccio basato sulla scienza che rifletta le realtà agronomiche ed economiche del XXI secolo.

La proposta: formalizzare il riconoscimento della «pianta intera»

Il fulcro della proposta della Commissione è un chiarimento tanto atteso: che tutte le parti della pianta di canapa—compresi foglie e fiori— dovrebbe essere formalmente riconosciuto nel quadro agricolo dell'UE.

Attualmente, l'industria opera in un panorama frammentato in cui alcune parti di piante sono trattate come prodotti agricoli mentre altre rientrano in una zona grigia normativa. La presente proposta mira a:

- Stabilire la certezza del diritto: Classificando l'intera pianta come materia prima agricola, l'UE porrebbe fine alla «lotteria legale» per agricoltori e trasformatori.

- Sblocca il potenziale economico: Gli agricoltori potrebbero finalmente utilizzare l'intero raccolto, massimizzando il reddito attraverso fiori e foglie piuttosto che solo semi e gambi.

- Standardizzare il mercato interno: Norme uniformi impedirebbero agli Stati membri di applicare restrizioni divergenti, promuovendo una bioeconomia europea più competitiva.

La soglia dell'1% di THC: in linea con la realtà globale

Parallelamente al linguaggio «pianta intera» della Commissione, l'EIHA sostiene fermamente un'armonizzazione Soglia di THC dell'1,0% per la coltivazione industriale della canapa. Sebbene l'attuale limite dell'UE sia dello 0,3%, la spinta all'1% è determinata dalla necessità di un'agricoltura pratica e resiliente al clima:

- Protezione dai «picchi climatici»: L'aumento delle temperature globali e dell'intensità dei raggi UV possono far sì che le colture di canapa conformi producano naturalmente livelli di THC leggermente più alti. Un limite dell'1% fornisce il buffer necessario, assicurando che gli agricoltori non siano penalizzati per fattori ambientali che sfuggono al loro controllo.

- Diversità genetica: Una soglia più elevata amplierebbe significativamente il catalogo varietale dell'UE, consentendo l'uso di genetiche più robuste e produttive attualmente utilizzate in paesi come la Svizzera e gli Stati Uniti.

- Stato non inebriante: La scienza rimane chiara sul fatto che la canapa industriale all'1% di THC non è inebriante. La sicurezza dei consumatori continuerebbe a essere protetta da rigide normative sui prodotti finali.

Cosa significa questo per il futuro

La canapa è una pietra miliare della Green Deal europeo, in grado di sequestrare grandi quantità di carbonio e fornire materie prime per qualsiasi cosa, dai tessuti all'edilizia a emissioni zero. Tuttavia, la sua crescita è stata frenata dalla mancanza di un quadro giuridico coerente.

Sebbene queste misure siano attualmente proposte che saranno discussi dal Consiglio e dal Parlamento nei prossimi mesi, rappresentano il passo più significativo verso un settore europeo competitivo della canapa da decenni. A CBD Seed Europa, riteniamo che l'adozione di un framework con THC all'1% di pianta intera non sia solo un aggiornamento normativo, ma sia la base essenziale per un'agricoltura europea più verde e resiliente.